Carissimi,
compagni e amici, compagni di viaggio vecchi e nuovi un grazie e' riduttivo e non descrive quello che il nostro popolo, la nostra comunità ha fatto.
Vi scrivo non nella immediatezza del dopo voto, vi scrivo con i tempi di chi sa perfettamente cosa e' successo, di chi ha tirato il fiato come tutti voi solo per qualche ora dopo giorni di lavoro estenuanti, senza pause, a disposizione tanto la mattina alle sei quanto a notte fonda.
Noi, tutti noi siamo quelli che hanno fatto un miracolo a volte riconosciuto dalla gente a volte meno.
Siamo quelli che hanno ridotto la distanza con la gente, con le persone , con la società, nel punto più basso del rapporto di massima diffidenza verso i partiti e classe politica: abbiamo fatto il miracolo, e che siano stati 4 milioni di cittadini o di meno o anche poche decine, non deve essere un fatto di discussione politica. Ci siamo rimessi in sintonia con il Paese e ci siamo messi in ascolto: questa è la vittoria.
Noi , tutti noi siamo una comunita' che si e' messa al servizio totale della DEMOCRAZIA, una comunità di uomini e donne che si sono cimentati per un mese con norme e regolamenti, circolari e delibere e lo ha fatto mettendosi alla prova senza lamentarsi, senza discuttere perché siamo cosi': siamo puntigliosi e a volte litigiosi finche' il senso della responsabilita' e del comune sentire, della difesa di uno strumento straordinario non prevale e allora non c’è disfunzione organizzativa o problema che ci abbia fermato.
Noi siamo quelli che si riconoscono sempre, siamo quelli che quando c' e' da lavorare si guardano in faccia e si dicono" questa e' l' ultima volta" " sempre gli stessi" , siamo quelli che permettono la sopravvivenza della militanza ... Che quotidianamente permette cose scontate per molti. Militanza, parola antica, passionale che parte dal profondo della cultura di ciascuno di noi.
Siamo quelli che permettono di accogliere e far votare a Roma quasi 200 mila persone, che lavorano quasi per 20 ore, che annullano la propria vita per settimane, nelle primarie come nelle feste, durante le elezioni come nella vita del Partito di tutti i giorni.
Siamo quelli che si indignano e si battono per il riconoscimento di un lavoro fatto nella piena trasparenza.
Siamo quelli che si ingegnano, che con la fantasia risolvono i problemi, siamo quelli che chiedono a chi ci rappresentera' di lottare per la vittoria delle buone idee.
Siamo quelli che hanno nel proprio DNA la convinzione che la Democrazia si basa sulla liberta' e sull' Eguaglianza, che stare in una comunita' di uomini e donne non significa pensarla allo stesso modo, ma significa rispettarsI, avere l' umiltà e la capacità anche nelle divisioni di indignarsi, per le stesse cose a prescindere dai candidati che si sostengono.
Significa far fronte alle emergenze come abbiamo fatto domenica.
Siamo gli eredi storici e morali di chi ha reso grande e libero questo Paese e non dobbiamo dimenticarlo.
Domenica abbiamo scritto un pezzo della storia della democrazia del nostro Paese e dobbiamo esserne orgogliosi prima di tutto.
L' area dei democratici progressisti ha avuto un successo straordinario che getta solide fondamente per le sfide del futuro.
Un sincero grazie non per quello che avete fatto ma per quello che di noi avete dimostrato al Paese e a questa città.
Un sincero grazie per quello che avete insegnato ad una nuova generazione che insieme alla giusta voglia di rinnovamento, deve riscoprire l' umiltà dell' ascoltare .
Grazie ai tantissimi che conosco e ai tanti che non conosco.
Per questo vi chiedo non di postare o twittare, ma di ringraziare personalmente tutti quelli che ci hanno creduto veramente.
Noi siamo questi e di meglio non ci poteva capitare.
Domenica ci aspetta un’altra grande prova che con pazienza, nervi saldi e grande capacità di ascolto sapremo affronatare.
Micaela Campana
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